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Francofonte sorge parte sulla sommità
e parte sulle pendici di una collina (281 metri s.l.m.) in un territorio fertile
e ben coltivato.
Il suo territorio, grande 73,85 km. e con circa 15.000 abitanti,
confina con i territori di Lentini, Carlentini, Buccheri, Vizzini e Militello.
L'economia si basa prevalentemente sulla coltivazione, produzione
commercio di agrumi, soprattutto di
arance a
polpa pigmentata.
Storia e
monumenti
Nulla di preciso si sa circa i particolari della fondazione. Si
pensa che Francofonte sia stata fondata nel 1360 e fu chiamata tale per dare il
significato che era un paese ricco di acque, "franco di fonte".
Nella parte più elevata del colle sorse il castello e a poca distanza sorse la
chiesa madre dedicata a S. Antonio Abate. Attorno al castello si svilupparono
una serie di case, formando così il centro abitato. In origine il castello di
Francofonte consisteva di due torri centrali (Mastio) e la torre della saletta
(Saletta). Questo nucleo centrale era circondato da una grande muraglia e lo
spazio compreso tra la muraglia e le due torri era occupato dalle costruzioni
che servivano da stanze di abitazioni e chiesa del castello.
Alle due torre, il primo Marchese di Francofonte Girolamo Gravina, ne fece
aggiungere otto, una per ogni angolo. Il terremoto del 1693 distrusse quasi
completamente il castello. Delle otto torri ne è rimasta una sola, quella del
lato sud.
Nel XVIII secolo, sul lato est del castello, fu costruito il palazzo Gravina,
oggi sede del municipio.
L'edificio presenta una bella facciata decorata con maschere antropomorfe.
Inoltre nella facciata sono murate una serie di epigrafi che ricordano il
terremoto del 1693.
Le Chiese
Fra le chiese più significative ricordiamo
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La chiesa Madre, con pianta a croce
latina, che conserva l'effige della Madonna delle Neve, patrona di Francofonte.
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La chiesa di San Girolamo, la prima
chiesa che fu costruita dopo il terremoto del 1693. Essa conserva pregiati
stucchi e uno splendido pavimento in maiolica.
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La chiesa dell'Angelo Custode,
fondata nel 1621, è stata tra le più importanti del paese.
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La chiesa di Sant'Antonio, unico
edificio sopravvissuto al terremoto, fu fatta costruire da Giovanni Cruyllas. In
essa furono seppelliti donna Ramondetta Cruyllas e la baronessa Moncada, moglie
di Girolamo Gravina. Della chiesa rimane un portale tardo gotico.
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La chiesa del Carmine del 1708,
presenta una pianta rettangolare con un'unica navata, all'interno vi si trovano
due statue lignee, quella della Madonna del Carmine e quella di San Sebastiano.
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Municipio
Il palazzo ricostruito nel 1705 si sviluppa in larghezza e
presenta una conformazione di tipo rinascimentale, anche se sono presenti
caratteristiche barocche.
In alto si osserva un cornicione a balaustra che poggia su delle mensole
scolpite, che raffigurano maschere grottesche l'una diversa dall'altra. Ai lati
si notano i contrafforti in pietra lavica di forma piramidale con sfaccettature
in rilievo. Esse sono sovrastati da due balconi su mensole scolpite, quello
centrale più decorato, è sormontato da un frontone spezzato con al centro lo
stemma della famiglia del principe di Palagonia.
Tra il balcone centrale e i due esterni si trovano quattro finestre di forma
rettangolare poggianti su falsa mensola. Il portone è delimitato da una coppia
di pilastri sovrapposti che sorreggono un arco a tutto sesto. Il palazzo poggia
su una piattaforma sopraelevata che, nella parte anteriore si snoda in un'ampia
scala formata da sei gradini in pietra nera. Nel muro del castello, lato nord,
vi è una lunetta romanico-bizantina dalle linee elegantissime; il rilievo, in
pietra arenaria rappresenta la Vergine col Bambino, angeli ed il committente
inginocchiato.

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