L'appuntamento con i compagni di viaggio Carlo e Flora, Franco e Adriana, è al
molo 11 del porto di Genova. La maestosa Carthage, nave della compagnia
tunisina, inghiottisce decine e decine di fuori strada, in maggioranza di
nazionalità francese e tedesca, attrezzati di tutto punto per escursioni
desertiche più o meno avventurose. I nostri camper, per logica di stivaggio sono
imbarcati per ultimi, si salpa, destinazione Tunisia.
Dopo ventidue ore di tranquilla navigazione, entriamo nel porto di Tunisi, i
controlli sono veloci, siamo sul suolo africano, percorriamo i pochi km. che
separano La Golette dalla capitale e parcheggiamo in centro città.
Prima giornata, passeggiata nella Medina, ci lasciamo rapire dai colori, dai
profumi, gli odori, le persone, abbiamo subito la percezione di una realtà
diversa dalla nostra.
Vediamo la Moschea Ez-Zitouna ed il complesso delle tre Medresas che si trovano
proprio al centro della Medina e sulla Place de la Casbah assistiamo alla
cerimonia dell'ammaina bandiera. Al termine della giornata ci gustiamo il primo
the alla menta, sulla piazza della Vittoria di fronte alla Porta Francese che
segna l'ingresso alla Medina.
Seconda giornata, partiamo destinazione Kairouan, veloce l'autostrada che
collega la capitale a Sousse, la percorriamo sino all'uscita per la nostra
destinazione, vi giungiamo nel primo pomeriggio, visita alla Medina, vedremo
anche una cosa assai curiosa: al primo piano di una casa un dromedario gira
costantemente intorno ad un pozzo, profondo una ventina di metri, e porta in
superficie della freschissima acqua.
Concludiamo la giornata con l'arrivo a Sbeitla, pernottiamo nel parcheggio
dell'Hotel Flavius proprio di fronte agli scavi.
All'indomani il sito archeologico sarà meta della nostra visita, ammiriamo i due
archi quasi intatti, uno di Settimio Severo l'altro di Diocleziano, il Teatro,
le Terme e l'Anfiteatro.
Si parte per Gafsa, una delle grandi oasi in pianura della Tunisia, lungo la
strada incontriamo i primi negozi che vendono carne di dromedario e come insegna
lasciano la testa dell'animale su un banchetto all'esterno del negozio stesso.
Parcheggiamo nel campeggio Sidi Salem, totale immersione al mercato
ortofrutticolo, tenuto dai contadini, tutta la merce, tra l'altro gustosissima,
è accantonata a terra in un grande ordine/disordine ma ci troviamo subito a
nostro agio anche per la gran cortesia e semplicità di queste persone. Torniamo
in campeggio stracarichi d'ogni tipo di verdura e frutta. Il giorno dopo ci
organizziamo per farci accompagnare nella cittadina di Metlaoui, qui saliamo sul
Treno Le Lezard Rouge e percorriamo la valle Seldia, ammirando panorama
mozzafiato e le miniere di fosfato, al nostro ritorno il cortese autista si
presenta con aranciata e coccola fresche.
I gentili proprietari del campeggio ci prepareranno il pranzetto per festeggiare
la Pasqua a base di montone ma non mancherà certo la colomba italiana.
Concludiamo la giornata con una distensiva passeggiata nella parte coltivata
dell'oasi ammirando bellissimi fiori d'ogni qualità.
Dirigiamo la prua verso ovest destinazione Mides dove giungiamo all'ora di
pranzo, percorrendo la zona pre desertica di gran panoramicità. Facciamo
conoscenza con l'ottima guida Mohamed Belgacen, così che nel pomeriggio
visitiamo quel che resta dell'antica Mides, letteralmente sciolta da tre
successive potenti alluvioni, circondata per altro da un profondo canyon che
percorreremo per l'intero suo sviluppo. Pernottiamo nella nuova Mides, di fronte
la casa della nostra guida, dopo aver accettato l'invito per il solito ottimo
the a casa sua e in compagnia dell'intera famiglia.
Al mattino successivo visitiamo Tamerza che ha subito la stessa sorte di Mides,
tre grandi alluvioni hanno letteralmente sgretolato le antiche abitazioni.
Accompagnati da Mohamed nel pomeriggio andremo attraverso la pista tracciata da
Rommel, sino a Tozeuor, ammirando scenari inimmaginabili, sia per i colori della
terra che per la natura cosi impervia e solitaria e mettendo a dura prova i
nostri mezzi che rispondono brillantemente.
Campeggio di Tozeur, "Les Beaux Reves", qui troveremo singolare e comodo
muoversi in "calesse", con questo mezzo andremo più volte in centro sia al
mercato coperto sia nella medina, per gli inevitabili acquisti, mirati sia alla
cambusa che ai souvenir, Flora ci fa apprezzare i profumi acquistati,
organizziamo anche la visita alla vecchia città e all'oasi, rigogliosissima e
ben conservata.
Veloce visita a Nefta per poi goderci l'ineguagliabile spettacolo del Chott
Djerid, l'acqua assume continui cambi di colori, dalla trasparenza più
cristallina al blu al verde al beige al bordeaux, scenario veramente inconsueto.
Ci dicono che quest'anno ha piovuto più del solito ed è per questo motivo che
possiamo ammirare lo straordinario mutare del paesaggio. Lo percorriamo per
tutta la sua lunghezza e ci troviamo a Douz.
La piazza centrale ci affascina, come pure la raffinatezza dei suoi manufatti,
nel pomeriggio faremo un giretto verso Sabria, El Faour, qui incontriamo un
gruppo di un centinaio di dromedari, proseguiamo per El Dergine, Bechini, Nouil,
per terminare a Douz sarà un "assaggio del deserto" poiché domani mattina ...
Alle otto in punto si presenta la nostra guida a bordo di un potente
fuoristrada, destinazione l'oasi di Sarghilane, che si trova ad un centinaio di
km. da Douz, in pieno deserto. Durante il tragitto, ci racconterà interessanti
segreti della vita nel deserto e ancora vedremo scenari indescrivibili. Ci
fermiamo a bere il the in "caffè" nomadi che solo le guide sanno trovare. L'oasi
ci accoglierà per un corroborante e rilassante bagno nella sorgente d'acqua
calda.
Un buon couscous per pranzo e la ripartenza per Douz. Il ritorno avviene lungo
la pista che collega l'oasi alla strada che va da Tamata a Douz. Ovviamente
quest'itinerario si può percorrere solo in fuoristrada.
Una passeggiata nella bella piazza concluderà la giornata e il soggiorno a Douz.
Percorriamo all'inverso la strada percorsa ieri e puntiamo su Tamata, visitiamo
la prima abitazione troglodita degustando un pezzo di pane appena sfornato e un
the alle noccioline, offerto dalla signora in splendido costume. Parcheggiamo
nel centro della vecchia Tamata e accompagnati dall'immancabile ma utile guida
percorriamo il giro delle case troglodite, alcune trasformate in hotel, altre in
museo, altre ancora abitate e successivamente a dorso di dromedario il giro più
completo del vecchio centro, salendo su per la montagna per contemplare lo
splendido panorama. Pernottiamo alla stazione degli autobus, ricevendo la visita
e la buona notte da parte della polizia locale.
La strada che da Tamata porta a Medenine è in totale rifacimento, percorriamo il
primo tratto già terminato, il secondo un vero cantiere, infine la monotona 19
ci conduce a Tatahoine. Imboccata la strada per Djelidatt siamo premiati, lo
spettacolo cambia all'improvviso, ci sembra di essere giunti nel Colorado, gole
e montagne che ricordano appunto questi luoghi. In seguito visitiamo Chenini,
Douiret e ci concediamo il riposo nel parcheggio dell'Hotel Mabruk di Tatahoine
contemplando e ammirando un cielo che solo di queste parti risulta così
"limpido".
Adriana ci ricorda che abbiamo toccato il punto più a sud del nostro viaggio e
da questo momento scatta il conto alla rovescia.
La nuova e scorrevole 115 ci conduce a Zarzis, splendida cittadina su un mare
cristallino, sulla spiaggia pranziamo e ci godremo la prima brezza marina, il
deserto è ormai un ricordo. Proseguiamo per Jerba e ci accampiamo al Sidi Ali,
in splendida posizione sul mare. Ci accompagnano a Midoun, altra bella
cittadina, con un ricchissimo souk e un ben fornito mercato al coperto, il
giorno successivo un tranquillo giro in calesse all'interno dell'isola ci porta
a contatto con la realtà della gente, la piccola moschea, il cimitero, la scuola
e la stupefacente spiaggia bianca con tutti i piccoli pescherecci alla fonda
nella cristallina baia naturale.
Il giorno successivo visitiamo Houmt-Souk, la città più importante dell'isola,
solito souk e acquisto regali.
E' giunto il momento di lasciare anche questo bellissimo sito, un breve
traghetto e siamo sul continente, infine per l'ora di pranzo facciamo sosta nel
campeggio dell'ostello della gioventù a Gabes. Nel pomeriggio visitiamo la
vivace cittadina, al mattino durante i preparativi per la partenza mi accorgo
che una gomma posteriore è sgonfia, smontiamo e con il camper di Carlo la
portiamo al vicino gommista per la veloce ed efficace riparazione. Partiamo per
El-Djem, riusciamo a parcheggiare sul retro dell'ingresso all'anfiteatro, e
n'effettuiamo la visita. Notevole la parte rimasta intatta e ben conservata, ci
concederemo la cenetta nel ristorante proprio di fronte al parcheggio e tutti a
nanna.
Visitiamo Madia e il suo curioso cimitero proprio sul mare. Ci spostiamo a
Monastir visita alla Medina, alla tomba di Burghiba, imponente, e riposiamo nel
parcheggio della marina. Siamo nuovamente in viaggio verso Hammamed, percorriamo
anche un tratto autostradale, la bella e selvaggia Tunisia è purtroppo solo un
ricordo, i siti che stiamo attraversando, sono troppo simili alla vecchia
Europa, nulla da spartire con la zona pre desertica che tanto ci ha affascinato.
Ci fermiamo al camping Samaris, iniziamo la visita alla "famosa" città, la bella
Medina, la fortezza, proprio oggi alla base delle possenti mura vi è un raduno
di sempre affascinanti Alfa Romeo d'epoca giunte dall'Italia. Pranzo sulla
piazzetta e giro turistico a bordo del trenino.
Lasciamo Hammamed senza prima aver fatto riparare la gomma anteriore del camper
di Franco, forse geloso della mia precedente foratura, destinazione Kelibia.
Visitiamo anche qui la fortezza e proseguiamo, circumnavigando la penisola sino
a Korbous, ma decidiamo di non fruire delle sue famose terme, lungo la strada
acquistiamo le ciambelle che minuscoli bimbi ci agitano al nostro passaggio,
sono appena cucinate dalle loro madri, anche un batuffolo con treccine nere
agita la sua manina contenente un uovo.
Ci fermiamo al camping di Bord Cedria, l'indomani, riposo e ripristino camper,
nel pomeriggio ci rechiamo a visitare Cartagine. Terminiamo la giornata nel
conosciuto parcheggio di Tunisi, dal quale, il giorno successivo, ci rechiamo
per la visita al museo il Bardo, qui si trova la più gran collezione al mondo di
mosaici romani. Completiamo la giornata con l'ultimo giro alla Medina. Abbiamo
ancora due giorni di tempo, decidiamo di andare a visitare l'importante sito
archeologico di Dougga, percorriamo la verdissima vallata della Medjerda e
restiamo affascinati dall'antica città romana, andremo anche a Bulla Regia.
Incontriamo lungo la strada diversi nidi di cicogne, per la sera torniamo a
Tunisi, preparandoci al ritorno, dopo 35 giorni trascorsi in quest'affascinante
paese, semplice, cordiale e molto ospitale.